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Conservare o donare il cordone ombelicale?


Donare le cellule staminali del cordone ombelicale alla collettività o conservarle per il proprio bambino è una scelta importante e necessita una corretta informazione su tutti gli aspetti, da quello legislativo, a quello etico, alle questioni più pratiche, come ad esempio la possibilità di recuperare e utilizzare le proprie cellule in un futuro caso di necessità per un trapianto.

Nel caso non sia presente una malattia in famiglia o nel feto, per cui la conservazione pubblica è gratuita, la famiglia può decidere di donare il sangue cordonale alla collettività, oppure di conservarlo in una biobanca privata.

Di seguito si trovano maggiori dettagli, ma se necessiti qualsiasi chiarimento, non esitare a contattarci: le scelte importanti meritano di essere fatte lasciandosi alle spalle qualsiasi dubbio.
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Conservazione dedicata in biobanca pubblica
(solo in caso di malattia o ereditarietà)


La conservazione dedicata (ad uso esclusivo del proprietario) delle cellule staminali da sangue cordonaleè consentita, e gratuita, soltanto nel caso di patologia in atto al momento della nascita o evidenziata tramite apposite analisi durante la gravidanza, oppure se nella famiglia sia presente una malattia curabile attraverso l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, o il rischio documentato di avere figli affetti da una di tali malattie.

In Italia, l'elenco delle malattie per cui, in caso di ereditarietà, il Ministero della Salute riconosce gratuitamente la possibilità di una conservazione dedicata delle cellule staminali si trova nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009: Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato.
In tutti gli altri casi, la famiglia può decidere per la donazione ad una banca pubblica italiana o per la conservazione privata all'estero, come sancito dall'Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome del 29 aprile 2010

Donazione alla collettività


Se la famiglia sceglie di donare le cellule staminali del proprio bambino, è necessario che il parto avvenga in una delle strutture ospedaliere che offrono questo servizio (con alcune restrizioni di orari dipendenti dall'organizzazione dell'ospedale). Il sangue cordonale prelevato subito dopo il parto, viene conservato in forma anonima in una banca pubblica e viene inserito nel Registro Internazionale per essere messo a disposizione della collettività.

Nel caso in futuro sia necessario un trapianto di cellule staminali, sarà effettuata una ricerca tra i campioni conservati nelle banche pubbliche di tutto il mondo per trovarne uno compatibile – la probabilità attualmente si attesta tra il 50% e l’80%.

Conservazione dedicata in biobanca privata


Se la famiglia sceglie di conservare privatamente le cellule staminali del proprio bambino, è necessario che contatti una biobanca privata e che consegni il kit di prelievo fornito dalla banca al personale medico all'ingresso della sala parto. Il prelievo del sangue cordonale è possibile pressoché in qualsiasi struttura ospedaliera e il personale di medico è tenuto a giustificare l'eventuale mancato prelievo.

In Italia non esistono biobanche private, la famiglia è dunque tenuta a contattare una banca estera. A parto avvenuto, il kit per la raccolta del sangue cordonale viene spedito alla biobanca previa autorizzazione all’esportazione di cellule staminali ottenuta dalle Direzione Sanitaria e soggetta al pagamento di un ticket (l'ammontare varia da regione a regione, in base all'Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome del 29 aprile 2010).
In questo caso, il costo della conservazione è a carico della famiglia e le cellule staminali rimangono ad uso esclusivo del proprietario, e sono a sua immediata disposizione per un trapianto in qualsiasi momento.

Re-importazione delle cellule conservate all'estero

In caso di necessità per un trapianto, la reimportazione in Italia delle cellule staminali conservate all'estero, è regolata dal Decreto Ministeriale del 7 settembre 2000: Disposizioni sull'importazione ed esportazione del sangue umano e dei suoi prodotti, per uso terapeutico, profilattico e diagnostico.
Questo impone che Il materiale biologico proveniente dall'estero sia soggetto ad autorizzazione ministeriale e sia accompagnato da una documentazione dalla quale risulti:
  • numero di contenitori etichettati secondo le procedure definite con protocollo formulato dal responsabile del servizio, con l'indicazione della data di ogni prelievo e delle modalità di conservazione
  • nazione di provenienza
  • struttura sanitaria ricevente
  • data del trasporto
  • mezzo e modalità di trasporto
  • generalità del paziente
  • controlli immunoematologici sul paziente
  • test per la ricerca di antigeni e di anticorpi di agenti infettivi lesivi della salute previsti dalla normativa vigente per i donatori di sangue
  • controlli immunoematologici sul donatore
  • indicazione della frontiera di passaggio.
Genico garantisce il rispetto di tali indicazioni dettate dagli standard internazionali FACT-NetCord, che l'azienda ha interamente adottato.

Importante! Le norme citate sono valide rispetto a qualsiasi Paese estero in cui si desideri esportare o dal quale sia necessario importare le cellule staminali, sia esso appartenente o non appartenente all'Unione Europea (USA, Svizzera, etc.)


Page created on: 31/08/2014
Last modified on: 03/09/2014
 
 
 
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